Un Natale indimenticabile
Natale, si sa, è periodo di festa, gioia e colori ma è anche una delle occasioni in cui brand, aziende e negozi, fanno di tutto pur di incrementare le vendite, spinti dal periodo di spese pazze e frenetiche, alla ricerca del regalo perfetto. La Coca-Cola non è stata e non è da meno.
Sono anni infatti che ogni anno regala ai suoi consumatori qualcosa di nuovo, ma sempre radicato nel suo passato, legato ad atmosfere classiche, calde e familiari. È proprio durante questa festività che nasce il successo mediatico della compagnia Coca-Cola. Come? Vediamolo subito.
Un Natale alla ribalta
Il successo mediatico della Coca-Cola, è sicuramente stato raggiunto a partire dal 1931, esattamente nel periodo natalizio, quando lanciarono il loro primo spot pubblicitario natalizio raffigurante il tanto amato personaggio di Babbo Natale che, da subito, raccolse molti consensi nel pubblico, diventando, difatti, un’icona secolare.

La nascita di un mito
La sua figura nasce nel 1930, grazie all’artista Fred Mizen, che dipinse un Babbo Natale in un grande magazzino in mezzo alla folla che beveva una bottiglia di Coca Cola. L’annuncio mostrava la più grande fontana di soda del mondo, che si trovava nel grande magazzino Famous Barr Co. a St.Louis. Il dipinto fu usato nella stampa pubblicitaria sul Saturday Evening Post nel dicembre 1930.
Le prime raffigurazioni
Ma da dove derivano le prime rappresentazioni di questo Babbo Natale tanto amato? Ebbene, Haddon Sundblom, disegnatore ufficiale del Babbo Natale, inizia a collaborare con la Coca-Cola tramite le sue illustrazioni nel 1931 ed il soggetto dei suoi lavori è ispirato alla poesia “La visita di San Nicola” di Clement Clark Moore del 1823. Nel testo della poesia Babbo Natale viene descritto come un elfo dall’aspetto allegro e gentile, dalla barba bianca e folta e dalla pancia sporgente.

Ed è sulla base di questa descrizione che, tra il 1931 ed il 1964, Sundblom rappresenta Babbo Natale, vestendolo di rosso ed accentuando la bonarietà del suo sguardo e del suo sorriso.
La pubblicità da lui creata mostrava Babbo Natale che consegnava giocattoli, fermandosi per leggere una lettera e godersi una Coca-Cola, facendo visita ai bambini che erano rimasti in piedi per salutarlo e facendo apparire la bevanda nei frigoriferi di un certo numero di case. I dipinti a olio originali creati da Sundblom sono stati adattati per la pubblicità della Coca-Cola su riviste e su espositori di negozi, cartelloni pubblicitari, poster, calendari ecc. Molti di questi oggetti oggi sono oggetti da collezione.

La figura di Babbo Natale
Difatti, la figura di Babbo Natale, come la conosciamo oggi, è derivante proprio dalla pubblicità della Coca-Cola. C’è da dire, infatti, che inizialmente, il dolce vecchietto amato da tutti i bambini, non era affatto un grosso omone barbuto e panciuto vestito di rosso, bensì, una figura più legata alla tradizione del suo luogo natio, la Lapponia. La figura di Santa Claus, indossava abiti tipici lapponi, e spesso era raffigurato di corporatura magra o con sembianze più da folletto, come nelle illustrazioni risalenti alla seconda metà del 1800 del vignettista della guerra civile, Thomas Nast. La più celebre delle sue opere si intitola infatti “Santa Claus and his work” e la pubblicò sulla rivista Harper’s Weekly nel 1866.
Questo lavoro, si può dire, infatti, rappresenti la base di ispirazione per la prima apparizione di Babbo Natale in una pubblicità a tema natalizio che risale al 1920, quando ancora le sue sembianze somigliavano più a quelle di un folletto.

Il classico vestito rosso
Inizialmente Babbo Natale non indossava il classico accostamento rosso e bianco che tanto si sposa bene con il tema della Coca-Cola, ma, come abbiamo accennato già, abiti tradizionali della Lapponia. Nel tempo, però, ci sono state molte contaminazioni e fusioni che hanno poi portato alla versione contemporanea che noi tutti conosciamo. La figura di Santa Claus ha anche indossato una veste da vescovo e una pelle di animale da cacciatore norvegese, ma la versione più moderna nasce dalla fusione di due diverse tradizioni: da una parte troviamo la tradizione germanica che narra del dio Odino che usava riempire gli stivali dei bambini con regali e dolciumi; dall’altra troviamo la figura di San Nicola da Bari che, secondo la tradizione, ha riportato alla vita tre giovani fanciulli ingiustamente uccisi.
Per molto tempo le due figure si sono influenzate e sovrapposte fino a qualche decennio fa, quando si è affermata la rappresentazione di Babbo Natale come dolce e simpatico nonnino, di rosso vestito, che, grazie alla sua slitta trainata da renne volanti, porta regali a tutti i bambini del mondo.

Il contributo della Coca-Cola
Non si può però dire che il vestito bianco e rosso sia stato un’invenzione propriamente di Coca-Cola o di Haddon Sundblom, in quanto, almeno per tre decenni, lo stesso Nast ha creato diverse versioni del mantello di Babbo Natale colorandolo di marrone, di azzurro, di verde ed anche di rosso.
Come si può evincere da tutto questo, è evidente che non si fosse ancora imposta un’immagine da tutti condivisa e riconosciuta dei colori di Babbo Natale e, così, molto semplicemente, negli anni ’30 Coca-Cola ha accolto la versione che più faceva comodo alla propria azienda e sfruttato i colori del vestito di Babbo Natale a proprio favore.
Quello che si può riconoscere alla compagnia della Coca-Cola è di aver contribuito alla standardizzazione della figura di Babbo Natale così come la conosciamo oggi: grazie alle sue pubblicità, infatti, si è delineato un modello di riferimento entrato a far parte dell’immaginario collettivo quando ancora la televisione non aveva la diffusione che sarebbe poi arrivata nei decenni seguenti.
In conclusione
La Coca-Cola è stata in grado di sfruttare la potenza di un’immagine e creare una vera e propria strategia di marketing, contribuendo alla nascita di una simbologia laica del Natale.
Utilizzando l’immagine di Babbo Natale, ogni anno Coca Cola riesce ad affascinare con un nuovo spot pubblicitario, facendo sì che si associ, agli occhi degli spettatori, l’immagine di amore, calore e familiarità del Natale e di questa figura, più precisamente, a quella della Coca-Cola.
Fonti: